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 La Francia Del Sud In Moto - fra natura e cultura...
Durata 15 gg (in Francia).
Periodo consigliato: da Maggio a Settembre. Moto consigliata: turistica carenata o con cupolino dati i lunghi trasferimenti autostradali e con buona capacità di carico. Difficoltà: nessuna, l'itinerario si snoda su strade molto lisce e ben asfaltate (tranne che sul Verdon).

"Volere è potere", si dice e così, volendo fare una vacanza di coppia a lungo raggio senza l'assillo di bagagli o dolori alle articolazioni ed al fondo schiena, possiamo rinunciare per una volta agli amati bicilindrici sportivi italiani e prendere confidenza con una vecchia ma buona BMW trovata d'occasione e per l'occasione.
Uno sguardo alla guida turistica ed uno alla cartina stradale e l'itinerario è fatto, almeno così credevamo prima di partire: obbiettivo minimo la Costa Azzurra e la Provenza, obbiettivo massimo arrivare fino al confine con la Spagna seguendo la costa, con viaggio di ritorno programmato attraverso le montagne dell'entroterra.

Partiamo quindi da una Roma calda e semideserta d'Agosto alla ricerca di fresco e di novità. Grazie anche ad una temperatura favorevole, ci spingiamo oltre il confine di Ventimiglia fino a Menton, caratteristica cittadina all'inizio della Costa Azzurra, con il suo bel lungomare animato ed impreziosito da un fortino cinquecentesco e dall'immancabile Casinò, ma in fondo non tanto dissimile dalle località italiane della Riviera dei Fiori.
Il giorno seguente, sotto un cielo plumbeo e carico di pioggia, ci convinciamo che è più opportuno puntare subito sulla Provenza. Così, dopo una breve sosta al villaggio di Eze per ammirare la sua celebre fabbrica di profumi e la sua panoramica cittadella a picco sulla costa, eccoci diretti sulla N 7 verso Arles, sotto un'acquazzone che non ci fa rimpiangere la nostra pur breve sosta sulla Costa Azzurra.
Il sole, fortunatamente, ricompare giusto in tempo per farci gustare il continuo susseguirsi di curve e controcurve del tratto tra Cannes e Frejùs ed ammirare i bellissimi panorami del massiccio dell'Esterel, mentre una volta in pianura dà spettacolo la fitta foresta che si attraversa poco prima di Aix-en-Provence, dove si ha l'impressione di essere immersi in una natura amica e si rimpiange di non avere il tempo per una pur breve sosta.

La cittadina di Arles, antica capitale delle Gallie e seconda dell'Impero Romano, gode di una privilegiata posizione baricentrica rispetto alle numerose attrattive naturali e storico-culturali della regione, ma è essa stessa un centro di grande interesse: il teatro e l'imponente arena di epoca romana (la più grande di Francia, dove ancora oggi si svolgono spettacoli e corride), la deliziosa cattedrale romanica di St-Trophime ed una passeggiata per il centro storico e lungo il Rodano al tramonto ci ripagano della fatica di essere arrivati fin qui. Segnaliamo anche il grande mercato (merc. e sab.) in cui è possibile acquistare a buon prezzo i tessuti ed i vestiti provenzali, così come molti altri prodotti dell'artigianato locale.
Che la Provenza fosse nota fin dall'antichità come "provincia" romana ce lo testimoniano i numerosi monumenti che si sono conservati fino ad oggi, basti ricordare Nimes, la "Roma francese", dove accanto alle vestigia perfettamente conservate dell'arena o della Maison Carée, tempietto armonioso nelle sue pur minute dimensioni, si possono trovare luoghi meno noti, come il Tempio di Diana o la Porte d'Arles, pur sempre carichi di storia e di fascino. Da ricordare infine la perfetta conservazione del mausoleo e dell'arco di trionfo di St-Rémy-de-Provence con gli adiacenti scavi di Glanum, ma soprattutto è d'obbligo una visita allo straordinario Pont du Gard, ponte a tre ordini di archi sovrapposti di un acquedotto romano costruito nel 19 a.C. sul fiume Gardon, lungo in sommità quasi 300 m ed alto 50 m, ancora più imponente se lo si ammira rilassatamente immersi nelle refrigeranti acque del fiume ed ancora oggi attrattiva irresistibile per una folla di canoisti e di intrepidi tuffatori.

Non meno importanti sono le testimonianze della civiltà medioevale che si è sviluppata in questa regione, basti pensare al regale Palazzo dei Papi di Avignone, fatto costruire da tre pontefici (Benedetto XII, Clemente VI ed Innocenzo VI) nell'arco di 30 anni attraverso il XIV sec. ed affiancato dalla romanica Cattedrale di Notre Dame de Doms; alla possente cinta muraria di Aigues-Mortes con le sue torri (sec. XIII), costruita in vent'anni dai consoli genovesi e base di partenza per le crociate di S. Luigi IX; al castello di Tarascon (sec. XIV), il più bello della Provenza con panorami spettacolari sul Rodano; infine, oltre alla già citata Cattedrale di Arles, segnaliamo la facciata della chiesa abbaziale di St-Gilles (sec. XII), capolavoro della scultura romanica meridionale.
Anche gli amanti della natura non rimarranno delusi, data la vicinanza con la Camargue, un'area di circa 80 mila ettari, vero deserto di sabbia e stagni salmastri compresi tra i due bracci del Rodano ed il mare, riserva zoologica e botanica, paradiso degli uccelli ed immenso allevamento peri famosi tori da combattimento ed i bellissimi cavalli bianchi. Per le escursioni non c'è che l'imbarazzo della scelta tra gite a cavallo, in battello, con la jeep o più semplicemente a piedi: ce n 'è per tutti i gusti e per tutte le tasche, ma meritano una visita anche le reliquie di Maria Giacoma, Maria Salomè e Sara (la "madonna nera") custodite nella chiesa romanica trasformata in fortezza di Les Saintes-Maries-de-la-Mer, dove gli zingari convengono da ogni parte del mondo a Maggio ed a Ottobre per rendere omaggio alle loro protettrici.

Rimane impresso nella memoria anche l'imponente sperone roccioso di Les Baux-de-Provence, che affascinò anche i grandi poeti provenzali: una superficie di 900x200 m a quasi 300 m s.l.m., da cui si possono dominare le Alpilles e la Camargue fino al mare, mentre è possibile visitare i resti di una città medioevale, rasa al suolo da Luigi XIII nel 1632 per volontà dei suoi stessi abitanti per secoli rissosi e ribelli a qualsiasi autorità interna ed esterna; di essa si conservano i resti del castello e dei possenti torrioni.
Finita la nostra sosta ad Arles eccoci diretti sulla N 572 verso Carcassonne, senza tralasciare però una breve visita a Montpellier, con il suo centro storico brulicante di persone e di palazzi antichi ('500 e '600) e con la fresca brezza che ci accompagna nella visita a Le Peyrau, ampia terrazza panoramica a giardino impreziosita dai monumenti dedicati a Luigi XIV (l'arco di trionfo e la statua equestre) e dal château d'eau, grazioso padiglione termine dell'acquedotto palesemente ispirato al già citato Pont du Gard.

Seguendo poi la strada N 112 ci si può affacciare sulle ampie ed affollate spiagge che caratterizzano questo tratto di costa fino al confine con la Spagna, ma vale la sosta l'antica capitale della Gallia Narbonense, Narbonne dove svetta l'antica Cattedrale di St-Just, incompiuta costruzione gotica che impressiona con i 41 m della sua altezza interna e con la vista della città che si gode dalla torre, senza dimenticare le numerose testimonianze storiche che sono offerte dalla visita all'adiacente Museo d'Arte e di Storia. Da questa città comincia la Strada dei Paesi Catari N 113 che, con i ricordi e le vestigia di quell'antica eresia, ci accompagna attraverso una vasta zona che si estende fino nella vicina Spagna.
La Cité di Carcassonne merita da sola il viaggio, che da Roma è di circa 1300 km: detta "la meraviglia del Midi" essa è il massimo e più perfettamente conservato esempio di architettura militare medioevale. E' d'obbligo quindi il giro delle lices tra le due cinte murarie per poter ammirare le loro 50 torri nonché la visita al caratteristico Château Comtal ed alla cattedrale gotico-romanica di St-Nazire: una "full immersion" in pieno medioevo, con tanto di giostre, pattuglie armate d'epoca in perlustrazione ed un museo sugli strumenti di tortura allora in voga, sconsigliabile però ai deboli di stomaco.

Tutta la regione è costellata dai resti dei castelli in cui i Catari avevano cercato rifugio dall'inquisizione per consumare la loro eresia, ma che non li hanno preservati dallo sterminio nonostante la loro possenza ed inaccessibilità; tra questi è una bella testimonianza il castello di Peyperthuse arroccato su uno sperone roccioso con panorami eccezionali sulla regione dell'Aude, la cui visita ci fa ben comprendere perché tali luoghi venissero chiamati "cittadelle della vertigine" e quanto grande dovesse essere stato lo sforzo della crociata condotta da Simon De Monfort, grazie alla quale lo stesso condottiero ottenne come ricompensa la città di Carcassonne.
La sosta a Carcassonne ci permette anche la visita a Perpignan, capitale della contea di Rossiglione, dove si respira già profumo di Spagna e dove predomina lo stile gotico-catalano, con gli inconfondibili motivi in mattoni rossi, come nella maestosa Cattedrale di St-Jean, ma sopratutto nel palazzo dei Re di Maiorca in cui, per poche migliaia di lire, si può sedere all'antica tavola di un vero re, oltre a godersi una stupenda vista panoramica dalla torre. Invece, per gli amanti del rafting, segnaliamo le tumultuose acque del fiume Aude che dai Pirenei orientali scorrono veloci verso Carcassonne. Non sono meno tormentate le strade D 117 e D 118 che costeggiano il fiume e che consentono di godere, oltre a squarci eccezionali sulle montagne, anche di una guida impegnativa e gratificante, con divertimento assicurato anche a pieno carico.

Il tempo ormai stringe e così eccoci intraprendere la via del ritorno sulla N 88, non senza però aver ammirato gli splendidi monumenti e palazzi color rosato di Toulouse dove si può godere dei capolavori sia dell'arte romanica (la Basilica di St-Sernin), sia di quella gotica meridionale (Les Jacobins), sia di opere romano-gotiche (Cattedrale di St-Etienne), oltre a subire il fascino delle tante pitture e sculture conservate nell'ex Convento degli Agostiniani, oggi museo capace di rievocare le tappe più importanti della storia dell'arte, da quella paleocristiana fino al Novecento.
Di color rosato sono anche gli antichi ponti, i monumenti ed i palazzi dell'affascinante città di Albi, fra cui spiccano il palazzo della Berbie sede dell'interessante museo di Touluse-Latrec, che qui è nato e soprattutto la Cattedrale gotica di Ste-Cecilie voluta dalla chiesa cattolica nel XIII-XIV sec. per festeggiare la vittoria sui Catari, maestosa come una fortezza, poderosa come una nave da guerra, risulta un vero capolavoro e non solo una dimostrazione di forza, soprattutto nell'interno stupendamente affrescato e con possibilità di assistere durante l'estate ad una suggestiva visita notturna.

Dopo aver visitato tante città, la strada D 907 ci proietta verso le montagne e ci troviamo subito immersi nel bellissimo cañon di struttura carsica delle Gole del Tarn, che è possibile ammirare dal Point Sublime di Les Vignes e nelle cui acque fresche e ristoratrici ci si può immergere nei pressi di La Malene, regno della canoa e del rafting per tutti. Né si può dimenticare di segnalare i suggestivi e selvaggi panorami della strada D 9 detta Corniche des Cévennes che attraversa i boschi e l'altopiano deserto dell'omonimo Parco Nazionale: il divertimento in moto è assicurato come testimoniano i numerosi incontri di altri motociclisti locali e non, che ci accompagnano fino ad Alés, comoda base se si vuole approfondire la conoscenza della regione ricca di molte altre attrattive naturali.
Mentre ci dirigiamo sulla N 100 verso le Alpi dell'Alta Provenza, attraverso le Montagne del Lubéron, rimaniamo colpiti dalla vastità dei campi di lavanda che si stendono a perdita d'occhio e ci rendiamo conto di trovarci a percorrere la "Via della lavanda", che ci conduce alla sua gemma, la rupestre cittadina di Moustiers-Sainte-Marie, famosa fin dal '600 per le sue ceramiche ed oggi affollato centro turistico a pochi chilometri sia dalle spiagge e dalle verdi acque del lago di Ste-Croix, sia dalle spettacolari gole del celebre Grand Cañon du Verdon, paradiso degli arrampicatori.

Il nostro giro del cañon comincia però da Castellane, pittoresca località turistica a pochi km dall'inizio della Corniche Sublime, stretta strada panoramica sulle monumentali gole calcaree, alte anche più di 700 m, scavate dal fiume Verdon nel corso dei secoli. Essa, passando dall'altissimo ponte sull'Arthuby, offre visioni mozzafiato sia dal Point Sublime, sia dalla Rue de Cretes, ampia divagazione sul bordo del cañon che parte e termina a La Palud-sur-Verdon, passando anche dal rifugio del Club Alpino Francese di La Malene che è la base di partenza per le principali escursioni a piedi sul fondo del cañon.
Nel Grand Cañon du Verdon, infatti è possibile avventurarsi sia in gommone, grazie alle numerose proposte di rafting, ma soprattutto a piedi, lungo i comodi sentieri che ne svelano anche le più nascoste e selvagge bellezze e che permettono a tutti di immergersi nelle gelide e tumultuose acque del fiume presso la passerella dell'Estellié o di affacciarsi dalle finestre della galleria, lunga 700 m, del sentiero Martel per godere di scorci indimenticabili sulle gole.

Dunque è con rimpianto che, seguendo le dolci curve della famosa N 85 Route Napoléon attraverso le verdi foreste delle Alpi dell'Alta Provenza, ci dirigiamo verso Nizza, solo ora accorgendoci che ad una delle mete originarie del viaggio, la Costa Azzurra, non abbiamo dedicato che poco più di uno sguardo, presi com'eravamo dalle bellezze dell'entroterra. Ormai però non c'è più tempo per pensare, siamo a Ventimiglia e lungo l'autostrada che ci riporta verso Roma riemergono ancora alla mente gli splendidi ricordi di questa vacanza francese, che ci ha lasciato soltanto la voglia di tornare.


NOTIZIE UTILI
Sia per scelta di viaggio, sia per economia, in Francia ci siamo tenuti sempre lontani dalle autostrade e non ci siamo pentiti di tale decisione: abbondanti le indicazioni, S.O.S. presenti anche sulle principali strade nazionali e soprattutto ottimo l'asfalto (che solo sul Verdon lascia a desiderare). Insomma le strade francesi si sono dimostrate particolarmente adatte alla moto scelta per il viaggio, una BMW K 75 S con già 27.000 km, 5 anni ed altrettanti proprietari sulle spalle, equipaggiata con bauletto, borse Touring e con un'utile zainetto/borsa da serbatoio, rivelatasi una fedele ed instancabile compagna pienamente sfruttabile anche a pieno carico, situazione in cui anzi si guadagna in stabilità e tenuta di strada.

Nessun inconveniente degno di nota ha disturbato il nostro viaggio, svolto in piena estate, ma è comunque consigliabile tenere la tuta antipioggia ed una felpa, specie in montagna, sempre a portata di mano, così come anche il costume deve essere facilmente raggiungibile, perché è sempre possibile, lungo questo percorso, fermarsi lungo una spiaggia od un limpido torrente per alleviare gli effetti della canicola con un bagno ristoratore.

Il cambio sul posto non è conveniente, perché abbiamo pagato mediamente 318 £ per 1 F, meglio procurarseli in Italia e comunque, in caso di necessità, è possibile utilizzare una normale carta bancomat abilitata, per prelevare contante da tutti gli sportelli bancari.

E' bene ricordarsi che in Francia si paga per visitare qualsiasi monumento, tranne le chiese od i giardini, che sono peraltro presenti e di notevole interesse architettonico ed artistico un po' in tutte le città incontrate ed è quindi necessario prevedere un congruo budget perlomeno per i principali; solo agli studenti, meglio se muniti di un relativo attestato, sono concesse delle riduzioni anche consistenti. I bagni pubblici sono molto diffusi anche se a pagamento (2 F), mentre è opportuno tener presente che alle 19,00 è già ora di cena (gli uffici del turismo chiudono alle 18,30) e può capitare che sia già troppo tardi presentarsi al ristorante dopo le 21,00.

Il costo della vita risente del cambio a noi sfavorevole, ma non è troppo caro, infatti grazie al sistema dei menù fissi è possibile cenare ottimamente a 60-65 F, mentre se ci si accontenta di una colazione moderata e del pranzo al sacco la spesa per il vitto può rientrare tranquillamente nei 115-120 F al giorno per persona (da evitare, però, le costose e non sempre abbondanti colazioni servite negli alberghi).

Come già detto conviene acquistare ad Arles (mercato principale il sabato, ridotto il mercoledì) stoffe, tessuti e gli altri prodotti tipici dell'artigianato provenzale (non proprio locale, ma comunque apprezzato è stato un telo da mare su cui campeggia una Ducati 750 SS formato "corsa") ed in genere nei mercati dove si hanno prezzi più abbordabili e contrattabili rispetto ai negozi. Per acquistare la lavanda e tutti i suoi derivati conviene invece fermarsi a Moustiers-Sainte-Marie, mentre per profumi, essenze, saponi, etc... è tappa obbligatoria la fabbrica FRAGONARD di 'Eze sulla strada tra Monaco e Menton.

Ulteriori informazioni si possono avere presso l'Ente Francese per il Turismo a Milano in Via S. Andrea n° 5, tel.: 02/76000268.


CARTOGRAFIA E BIBLIOGRAFIA
Per dormire e per mangiare non abbiamo mai avuto problemi, essendoci procurati prima di partire le guide aggiornate della catena alberghiera Logis de France e la Guide de Routard degli alberghi e ristoranti di Francia, ma per chi vuole campeggiare non c'è che l'imbarazzo della scelta, perché anche la più piccola cittadina è dotata del suo campeggio municipale.
La guida turistica utilizzata è stata quella della Francia del Touring Club Italiano, molto utile anche per la presenza delle piantine delle principali città visitate, così come la carta stradale 1:600.000 sempre del Touring che si è rivelata un buon compromesso per un viaggio del genere, mai troppo ricca né troppo povera di informazioni e dettagli.


IMPRESSIONI DI GUIDA
In Francia può capitare spesso di dover viaggiare con una mano sola per poter salutare la numerosa e variegata "fauna" motociclistica che ogni estate la percorre, ma soprattutto impressiona il gran numero di "routard" ( o "bikers" che dir si voglia) che con le loro personalissime custom o stravaganti trasformazioni costituiscono la maggioranza dei mototuristi incontrati, visti anche le numerose manifestazioni e motoraduni per loro previsti in tutta la Francia. In generale colpisce anche l'elevato numero di moto trasformate e personalizzate sulla base spesso di motori e telai che in Italia varrebbero poche lire, testimonianza peculiare di un interesse più sviluppato che da noi verso il "fai da te" motociclistico.


STRADE DI AVVICINAMENTO
Da Roma si può prendere l'Autostrada del Sole (A1) fino a Firenze Signa, poi il raccordo autostradale Firenze-Pisa che reimmette di nuovo sull'A1. Da qui, all'altezza di Lucca, si confluisce nell'A12 fino a Genova, imboccando poi l'Autostrada dei fiori (A10) fino a Ventimiglia. In alternativa, da Roma a Livorno si può seguire la S.S. n° 1 Aurelia ormai quasi completamente a 4 corsie e poi riprendere l'A12 per Genova.


GASTRONOMIA
Diffuse come le rosette in Italia, le "baguette" costituiscono l'elemento fondamentale per un buon pranzo al sacco, magari accompagnate dalle ottime ed altrettanto diffuse forme di formaggio Calembert. I menù a prezzo fisso, invece, sono costituiti essenzialmente da un piatto di apertura (principalmente insalate varie, affettati, paté o zuppe a scelta) e da un piatto principale misto, di carne o pesce, con contorno molto condito, a cui si aggiungono i formaggi e\o il dolce. Generalmente non si usano condimenti a tavola, essendo le "crudités" già insaporite da una salsa ed i cibi cucinati, invece, accompagnati da sughi specifici. Per gli irriducibili comunque non è difficile trovare pizze, piatti di paella od hamburger, ma non è proprio la stessa cosa.

 
Scritto da: Valerio
il, 19 luglio 2006, 21:44

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