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 Ktm 990 Smt - Prime Impressioni Sul Web
Ktm 990 Smt - Prime Impressioni Sul Web



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DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI La ricetta, insomma è sempre quella: una impostazione di guida vagamente off-road, sospensioni più lunghe del normale, ruote da 17" e freni sportivi. Da qui però si è aperto un mondo. Prima sono arrivate le cosiddette motard "stradali" meno estreme, poi le bicilindriche e, infine, siccome all'uomo piace divertirsi ma anche stare comodo, sono arrivate le motard turistiche. Motard turistica? In effetti le due definizioni sembrano essere in antitesi. Perché parlando di una motard a tutto viene in mente tranne che al turismo.


QUANTE SONO? Eppure, guardando i listini, queste moto non mancano. Se prendiamo in considerazione i tre punti chiaveruota da 17, manubrio alto e protezione aerodinamica, scopriamo modelli come Kawasaki Versys, Ducati Multistrada, Triumph Tiger 1050, e Benelli Tre K che corrispondono perfettamente alla definizione che abbiamo dato sopra. Sono turistiche sui generis, ovviamente, più adatte alla scorribanda da 2-3 giorni sui passi alpini dove ubriacarsi di curve con bagaglio minimo al seguito, che al viaggio intercontinentale (che tuttavia non è assolutamente precluso).



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ANCHE IN ARANCIO Poteva mancare l'inventore delle supermoto da questo segmento? Certo che no, per questo KTM ha deciso quest'anno (anche seguendo le molte richieste arrivate dalla clientela) di realizzare la 990 SMT. Quella T dopo il nome (evidente iniziale di Touring) suona un po' strana visto che stiamo parlando di un marchio che delle moto estreme ha fatto la propria bandiera, ma offre alla Casa di Mattighofen la possibilità di aprire una porta in più a chi, magari appassionato di KTM, vorrebbe guidare una moto più polivalente rispetto alle indiavolate stradali arancioni.

KTM INSIDE La SMT arriva proprio per questo, è sempre una KTM nell'animo, ha ancora l'indole della mangia curve, ma offre anche una posizione di guida più confortevole, una protezione aerodinamica più che dignitosa.


MOTORE MOTARD Le novità introdotte dai tecnici per fare della maximotard di Mattighofen una sorta di globetrotter dal passo svelto sono tante e toccano molti componenti, tranne il motore. A Mattighofen non hanno ritenuto opportuno intervenire sull’unità che già spinge la burrascosa SM 990 (e questo già da solo spiega molte cose) così a muovere la SMT c'è lo stesso bicilindrico LC8 da 999 cc, 115 cv e 97 Nm di coppia che già conosciamo.

CYRANO Quanto invece alle novità, la più evidente è chiaramente il cupolino dotato di parabrezza scuro, fissato direttamente al telaio e non alla forcella. Un innesto che cambia letteralmente faccia alla moto (Piace? Non piace? A voi la sentenza). Alle sue spalle, il ponte di comando si compone del classico cruscotto multifunzione (manca però l'indicatore del livello carburante che su una moto del genere non ci starebbe male) e di un manubrio a sezione variabile in alluminio.



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SELLA PER DUE Per il resto si notano subito l'inedita sella matrimoniale a due piani (rivista sia nella sagoma sia nell'imbottitura) alta 855 mm da terra e la coda rivista per isolare meglio il passeggero dal calore che arriva dagli scarichi, e per ospitare eventualmente le piccole borse laterali realizzate ad hoc per questa moto (si attaccano direttamente agli scarichi con attacchi specifici).

Il SOLITO TRALICCIO ll telaio, come già detto, resta quello noto, un traliccio in tubi d'acciaio al cromo-molibdeno. Le sospensioni, entrambe completamente regolabili (addirittura doppia regolazione per il mono!) e firmate WP, sono invece riviste nella taratura per assecondare il comfort, e diminuiscono l'escursione di 20 mm (la forcella passa da 180 a 160 mm e il mono da 200 a 180) rispetto a quelle della SM. Peccato solo che, di contorno, non sia arrivata anche la regolazione remota del monoammortizzatore (come quella dell'Adventure, per intenderci) utile per regolare al volo l'assetto quando magari si carica il passeggero. E, aggiungo, perchè non farne anche una versione con ABS?


SCARPE TEDESCHE, FRENI ITALIANI Le ruote sono in lega, calzano pneumatici Continental Sport Attack nelle misure 120/70-17 e 180/55-17. Quanto poi ai freni. , l'impianto è Brembo, con all'anteriore una coppia di dischi flottanti lavorati da pinze radiali a quattro pistoncini. Con l'arrivo del cupolino e degli altri accessori il peso sale di 5 kg rispetto alla SM, ma la SMT resta sempre una moto molto leggera fermando la bilancia prima dei 200 kg (196 esattamente) con tutti i liquidi tranne la benzina.

SI FA PAGARE Insomma la dotazione è quella di alto livello che caratterizza sempre tutte le KTM, che per questo si fanno pagare. La SMT costa infatti 12.710 € franco concessionario, trovatemi però un'altra "turistica" con il medesimo equipaggiamento tecnico...



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(fonte: motorbox.com) -> Link alla News




KTM 990 SM T la supermotard vestita da turistica


KTM vuole avere la migliore moto sportiva per ogni cliente. Anche per il turista che non intende rinunciare a prestazioni ed efficacia di guida. È in quest’ottica che la Casa di Mattighofen presenta la 990 SM T, declinazione in chiave “macinachilometri” della divertentissima 990 SM.


Tecnicamente, la base di partenza non cambia. Telaio, motore e freni (Brembo) sono infatti identici. Inediti, invece, la semicarentura, la sella più bassa di 20 mm (da 875 a 855) e comoda anche per il passeggero, il reparto sospensioni (interamente WP), con corsa ridotta e taratura adeguata, e la piccola intelaiatura posteriore per le borse morbide in optional.



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L’abbiamo provata tra le colline portoghesi dell’Algarve. In sella, scopriamo una posizione di guida molto comoda: la schiena rimane solo leggermente caricata verso l’avantreno, braccia e gambe trovano i comandi in posizione naturale, e la seduta rimane comoda per tutti e 300 i km del nostro percorso. La rinnovata protezione aerodinamica si svela in autostrada, dove si viaggia senza alcun problema fino a 150 – 160 km/h.


Contenuto il livello di vibrazioni, che cominciano a farsi sentire (soprattutto alle manopole) oltre i 6.000 giri. A 130 km/h si viaggia però a 4.600 giri. Buona anche la visibilità offerta dagli specchietti. Tra le curve, la strettissima parentela con la 990 SM è evidente; l’SM T è rapida nell’impostare le traiettorie e rigorosa nel mantenerle, pure quando l’asfalto non è perfetto. Merito anche dell’ottimo reparto sospensioni.


Esplosivo il motore, che garantisce accelerazioni fulminee e riprese fluide e vigorose fin dai bassi regimi. Tra i pochissimi difetti, segnaliamo una corsa un filo lunga del cambio e una capacità di carico che, anche con le borse morbide optional, è limitata.



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(fonte: motociclismo.it) -> Link alla News


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Scritto da: Katana
il, 13 febbraio 2009, 22:26

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